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Indignados, la rivolta a wall street

LA STAMPA

Turisti, politici, intellettuali e broker di Borsa, tutti pazzi per i manifestanti

15 Ottobre 2011

GIANNI RIOTTA

Con l’invito i Vip ricevono in anteprima uno scritto del saggista George Packer, «Il contratto infranto», che denuncia, al party delle élites, il fallimento delle élites, l’avarizia di Wall Street, il crollo delle istituzioni, la resa dei politici alle lobbies che ne finanziano le campagne elettorali - «i poveri non ci danno mica fondi» ironizzava il senatore Bob Dole -, la fine della classe media e l’era dei super-ricchi. E i super-ricchi che celebreranno a Park Avenue, mentre fuori Occupy Wall Street protesterà, citano compunti i numeri di Packer: «Tra il 1979 e il 2006 il ceto medio americano ha visto il proprio reddito, al netto di tasse e inflazione, salire del 21%. I poveri solo dell’11% mentre l’1% dei ricchi ha aumentato il reddito del 256%, triplicando la propria fetta di reddito nazionale fino al 23%, record dal 1928». (Leggi l'articolo)

 

Ultima modifica ilGiovedì, 16 Maggio 2013 09:57

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