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Enti locali, nuove regole per il disastro derivati

di BARBARA ARDÙ

 
ROMA - È sulla via del declino la passione dei Comuni italiani per i derivati, strumenti finanziari complessi, con i quali si sono indebitati per 107 miliardi di euro (dati del Tesoro), ingrossando i profitti delle banche e appesantendo i loro magri bilanci. Mentre i sindaci cercano una via di uscita, oggi la commissione Finanze del Senato ha approvato all'unanimità che riscrive le norme in materia, sintesi di due tomi voluminosi che analizzano il problema, raccolgono le indicazione della Corte dei Conti e indicano la strada futura. L'approvazione è stata unanime, anche se le pressioni per vietare del tutto che i Comuni ricadessero nella trappola dei derivati ci sono state. Obiezioni che non sono venute solo da Elio Lannutti (Idv), che da anni denuncia l'uso improprio che ne è stato fatto da parte degli enti locali, ma anche da esponenti della maggioranza, come Candido De Angelis e Riccardo Conti (Pdl). Ma alla fine l'accordo sul documento finale c'è stato, grazie anche alla mediazione del presidente Mario Baldassarri (Pdl). (Leggi l'articolo)
 
Ultima modifica ilGiovedì, 16 Maggio 2013 09:43

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